BATTITO VIOLA

21 maggio

21 MAGGIO 1961: Hamrin e Milan danno spettacolo a Bologna
Roberto Vinciguerra

La squadra viola affrontava a Bologna la 32ª giornata di campionato (e la 40ª gara ufficiale della stagione), che vedeva l'undici di Hidegkuti, dopo il successo a Glasgow di cinque giorni prima, con mezza Coppa delle Coppe già in bacheca e con la finale di Coppa Italia da disputare tre settimane dopo. In campionato la Fiorentina, in netto recupero dopo un inizio un po’ stentato, occupava il sesto posto. Nonostante la stanchezza per la vittoriosa partita disputata in Scozia pochi giorni prima e l'attenzione verso le prossime finali da disputare potesse distogliere l'attenzione dai rimanenti impegni di campionato, la squadra di Hidegkuti (subentrato a tutti gli effetti a Czeizler quattro mesi prima) scese in campo a Bologna per cercare di mantenere la migliore condizione per le prossime gare, riuscendo a sfoderare una prestazione esaltante. Scesi in campo senza gli infortunati Montuori e Da Costa, i viola andarono subito in svantaggio: dopo tre minuti un errore di Sarti, su un cross di Renna, permise a Pascutti di realizzare facilmente la rete del vantaggio rossoblù (anche se di verde vestiti).  I viola reagirono e, dopo una traversa di Petris, ci pensò Hamrin (vero mattatore della gara) a servire, dopo una delle sue solite serpentine sulla destra, un delizioso assist a Milan che, come era accaduto a Glasgow cinque giorni primi, insaccò senza problemi. Uno a uno. Pochi minuti dopo la "meteora" viola Antoninho riuscì a sbagliare di testa sotto porta un gol quasi fatto ed il Bologna, in una delle azioni successive, andò in vantaggio per merito ancora di Pascutti, abile, questa volta, a sfruttare un liscio difensivo di Robotti. Due a uno. Al 38' minuto, dopo due prodezze di Sarti, salì nuovamente in cattedra il duo Milan-Hamrin: dopo un veloce scambio fra i due fu l'"uccellino" ad infilare di potenza Santarelli con un forte tiro di sinistro. Due a due. Pochi minuti dopo fu lo stesso estremo difensore felsineo a fermare con un tuffo efficace la scatenata ala destra viola. Le due squadre andarono al riposo sul pareggio, dopo che l'arbitro Marchese aveva negato un rigore abbastanza evidente al Bologna per un fallo subito da Vinicio. Nella ripresa la squadra di Hidegkuti iniziò ad accusare gli sforzi di Glasgow, tanto che al 13' minuto Orzan salvava sulla riga una tiro di De Marco destinato in fondo alla rete. Dopo un altro errore di Antoninho, la squadra di Allasio tornò in vantaggio grazie a Vinicio, abile ad insaccare dopo una mischia in area di rigore viola. Ad un quarto d'ora dalla fine fu l'impalpabile Antoninho a fare le veci di Hamrin sulla fascia destra; il brasiliano crossò ed fu Hamrin a segnare grazie ad un colpo di testa da una posizione decisamente non facile. L'ultimo quarto d'ora vide ancora la Fiorentina in attacco alla ricerca del poker che non arrivò. A due giorni dalla gara di ritorno di Coppa delle Coppa la Fiorentina aveva dimostrato di essere in gran forma (ed anche la Lazio era avvisata...).
 

 

20 maggio

20 MAGGIO 1959: Ci dona il giallo?
Massimo Cecchi

La Fiorentina dei records in tema di reti segnate e ancora in corsa per la Coppa Italia e il finale di campionato, affronta al Comunale il 20 maggio del 1959 in una amichevole infrasettimanale gli inglesi dell’Arsenal. La First Division in Inghilterra è già terminata da due settimane con la vittoria del Wolverhampton e con i Gunners che si sono dovuti accontentare della terza piazza. Sims, Wills, Evans, Docherty, Charles, Bowen, Clapton, Groves, Henderson, Bloomfield e Haverty è l’attrezzatissima formazione ospite che si presenta nella tradizionale maglia biancorossa. Di fronte si trova Breviglieri, Robotti, Castelletti, Orzan, Cervato, Segato, Petris, Gratton, Lojacono, Carpanesi e Morosi: è la Fiorentina in inedita maglia gialla. Ademaro Breviglieri è il portiere del Simmenthal Monza avuto in prestito per l’occasione: sarebbero dovuti essere dell’incontro anche Alcides Ghiggia della Roma, Luis Vinicio del Napoli e Antonio Valentin Angelillo dell’Internazionale ma il divieto della Lega Calcio per lo svolgimento ancora in corso della stagione priva il pubblico fiorentino di una occasione più unica che rara. I maestri britannici passano al 26’ con Henderson che sfrutta un malinteso tra Sergio Castelletti ed Enzo Robotti infilando agevolmente il portiere…giallo a seguito di una punizione di Charles. Il pareggio gigliato sembra poter arrivare prima del riposo ma un tiro di Francisco Ramón Lojacono colpisce la traversa e, sulla ribattuta, Guido Gratton centra il palo. È però il preludio della rete che arriva su calcio di rigore di Sergio Cervato per fallo su Paolo Morosi: siamo al 40’ e il riposo vede le squadre appaiate nel risultato e nelle occasioni. Verso la mezzora della ripresa Clapton centra per Bloomfield che buca Breviglieri con un bel tiro dalla distanza: è la rete della vittoria britannica. Il tecnico della Fiorentina Luigi Ferrero esce dal campo comunque soddisfatto nonostante la sconfitta andando a stringere la mano al collega George Swindin e rimpiangendo le assenze di Kurt Hamrin e di Miguel Montuori: con loro la partita sarebbe stata sicuramente diversa.           
 

 

19 maggio

19 MAGGIO 1929: Scontro tra deluse
Andrea Claudio Galluzzo

Il campionato di Divisione Nazionale del 1928/29 è povero di soddisfazioni per i colori biancorossi: sino al quel 19 maggio la Fiorentina ha raggranellato la miseria di dieci punti in venticinque gare. Diciannove sconfitte, ottantadue reti subite e ultimo posto in classifica sono la triste contabilità sino a quel giorno del fallimento stagionale. Al Bellini arriva l’Unione Sportiva Fiumana che ha soltanto tre punti in più in classifica e alle proprie spalle, oltre i biancorossi, soltanto la Reggiana. Fiume, il cui Club di football fu costituito nel 1926 dalla fusione di due società l’Olympia e il Gloria, ha dato i natali al primo grande cannoniere biancorosso Rodolfo Volk ed è provincia italiana dal 1924 dopo le note vicende storiche che videro coinvolto Gabriele D’Annunzio. Gli ospiti, guidati in attacco dal grande Marcello Mihalić, si presentano al Bellini in una bellissima casacca arancione. Immaginate il colpo d’occhio cromatico in quella splendida giornata di sole: le strisce biancorosse e l’arancione insieme…altro che esigenze televisive. I ragazzi di Feldmann disputano, contro un avversario del loro livello, una partita tonica e dominata nel gioco e nelle occasioni da rete sin dalle battute iniziali. Biancorossi in vantaggio con Bruno Bertacchini al 35’, lesto a ribadire a rete una corta respinta del numero uno fiumano Antonio Marietti a seguito di un tiro di Raffaele Rivolo. La ripresa vede i padroni di casa ancora avanti e ancora a rete grazie a Italo Bandini, dopo un palo di Bertacchini, e a Mario Meucci che insacca con un bel colpo di testa. Con questa finalmente netta e bella  vittoria per 3-0, la Fiorentina supera la Reggiana e abbandona l’ultimo posto in classifica preparandosi ad affrontare le ultime quattro gare di campionato con un briciolo di fiducia in più.      
 

 

18 maggio

18 MAGGIO 2008: La Fiorentina è in Champions League
Stefano Borgi

È il 77' Torino-Fiorentina ultima giornata di campionato e il danese Martin Jørgensen avanza sulla destra crossando a centro area. Pablo Daniel Osvaldo ha un'idea meravigliosa: controlla di testa, si inarca, e rovescia alle spalle di Sereni. La Fiorentina è in vantaggio, la Fiorentina è in Champions League. Succede per il terzo anno consecutivo - i primi due recisi dalla scure di calciopoli;  per la prima volta, però, potrà davvero sedersi al tavolo dell'Europa che conta. La curva viola è in delirio, il tecnico Cesare Prandelli abbraccia il Direttore Sportivo Pantaleo Corvino: il sogno si è avverato. Era il 18 maggio 2008, e come successe per il secondo scudetto, la felicità arriva sulla ruota di Torino. Frey, Jørgensen, Gamberini, Ujfalusi, Kuzmanović (10'st Semioli), Liverani (22'st Pasqual), Montolivo, Santana, Pazzini, Osvaldo (32'st Potenza). Questi i protagonisti dell’atto finale che scesero in campo. A disposizione c'erano Avramov, Dainelli, Krøldrup, Papa Waigo. Li abbiamo voluti citare tutti, meritevoli di essere ricordati per aver regalato un sogno alla Firenze che tifa viola, in un giorno che è già entrato nella storia.
 

 

17 maggio

17 MAGGIO 1961: I “Leoni di Ibrox”
Salvatore Cirmi

Dopo aver eliminato agevolmente gli svizzeri del Lucerna nei quarti di finale e gli jugoslavi della Dinamo Zagabria in semifinale, la Fiorentina allenata da Nándor Hidegkuti si gioca la conquista della neonata Coppa delle Coppe nel doppio confronto con gli scozzesi dei Rangers di Glasgow. La prima edizione di questo trofeo continentale, pur rappresentando soltanto dieci nazioni europee, riscuote un enorme sèguito nei tifosi, tanto che gli ottantamila biglietti in vendita per la finale di andata prevista per mercoledì 17 maggio 1961 alle ore 19,30 nel bellissimo impianto di Ibrox Park a Glasgow, vengono polverizzati ben prima del giorno della gara. La squadra dei Rangers si trova in testa al proprio campionato e già matematicamente campione di Scozia per la trentaduesima volta. In Coppa delle Coppe gli scozzesi hanno già eliminato gli ungheresi del Ferencvàros nel turno preliminare, i tedeschi del Borussia Mönchengladbach (memorabile l’8-0 della partita di ritorno) nei quarti di finale ed i cugini inglesi del Wolverhampton in semifinale. Ormai stampa e tifosi scozzesi sono convinti che questa sarà la grande serata dei Rangers ed effettivamente la forza della squadra e l’incessante tifo degli ottantamila che si ammassano e ondeggiano sulle gradinate dell’Ibrox Park, non lasciano presagire niente di buono per i viola. Ma dopo aver contenuto la furia degli avversari nei primi minuti, i viola approfittano di un loro errore difensivo e passano in vantaggio al 12° con Milan servito da Petris. I bollenti spiriti degli scozzesi si raffreddano ancor di più dopo che Caldow fallisce un calcio di rigore concesso generosamente dall’arbitro austriaco Steiner, e si congelano definitivamente al raddoppio viola, ancora di Milan, a due minuti dal termine. Gli immigrati italiani accorsi per sostenere i viola, insieme a qualche coraggioso tifoso proveniente da Firenze, esultano per un’impresa destinata a rimanere nella storia del calcio italiano. Dieci giorni più tardi, nella finale di ritorno, la Fiorentina batterà ancora gli scozzesi sul terreno dello stadio Comunale di Firenze diventando la prima squadra italiana a vincere un trofeo internazionale. Albertosi, Robotti, Castelletti, Gonfiantini, Orzan, Rimbaldo, Hamrin, Micheli, Da Costa, Milan e Petris saranno per sempre i “Leoni di Ibrox”.
 

 

16 maggio

16 MAGGIO 1965: Kurt si beve tutta la difesa del Messina  
Massimo Cecchi

In un pomeriggio di caldo opprimente, i giovani viola guidati da Chiappella vanno a caccia del quarto posto finale in campionato cercando la vittoria sul campo del Messina. Quando mancano soltanto quattro giornate al termine del campionato, la Juventus è a soltanto tre punti di distanza e alla portata dell’entusiasta banda gigliata. Al Giovanni Celeste, il 16 maggio del 1965, la Fiorentina si presenta quindi in formazione tipo con il giovane Giuseppe Brizi a presidiare la difesa in compagnia di Giovan Battista Pirovano e di Enzo Robotti. La Formazione di Tonino Colomban, ultima in classifica in compagnia del Mantova, è già matematicamente retrocessa nella serie cadetta ma desidera fare una bella figura davanti al proprio pubblico partendo immediatamente all’attacco. Una Fiorentina attendista fornisce almeno tre occasioni da rete agli attaccanti peloritani che per foga e per bravura di Enrico Albertosi, sbagliano facili occasioni con Romano Bagatti, Egidio Morbello e - clamorosamente - con Bruno Gioia. Nella ripresa la Fiorentina colpisce in contropiede approfittando del calo fisico dei padroni di casa e di una evidente differenza di tasso tecnico tra le due squadre: al 67’ Hamrin vola veloce verso la porta traversando per l’accorrente Paolo Nuti che, anticipando Antonio Ghelfi, batte Piero Baroncini. A questo punto l’incontro è in discesa per i viola e Kurt Hamrin decide di dare un saggio della propria classe valorizzando il costo del biglietto per tutti gli spettatori presenti: a sette dal termine si impossessa del pallone dribblando Clerici, Garbuglia, Landri - praticamente tutta la difesa avversaria  - e infine il portiere Baroncini e depositando la sfera docilmente nella porta. Tutto lo stadio si alza sportivamente in piedi applaudendo la giocata del Campione e digerendo meglio anche la terza rete viola che arriva di lì a poco ad opera ancora di Nuti. La contemporanea sconfitta della Juventus contro l’Internazionale, fa avvicinare ad un solo punto i viola al quarto posto.       
 

 

15 maggio

15 MAGGIO 1910:  Accorrete “Sportmen”!
Massimo Milani

Oggi, il 15 maggio del 1910, numerosi sportmen provenienti dalle vicine Firenze, Pisa e Livorno si danno appuntamento a Lucca, sulla Piazza Verdi, per assistere ad una sensazionale partita amichevole di foot-ball. Il match in programma alle 16,30 vede opporsi i freschi vincitori della III Categoria Toscana, la squadra del Firenze Foot Ball Club ed i campioni federali in carica del F.C. Internazionale di Milano. Il Firenze, fondato nel 1908, è una delle più antiche e gloriose squadre del capoluogo toscano e gareggia con giglio rosso su camicia bianco-verde, con calzoncini neri. Il primo tempo si chiude in parità grazie alle reti del fiorentino Danesi e del nerazzurro Peterly al 36’. Alla ripresa, dopo appena un minuto di gioco, ecco riportarsi in vantaggio i rosso-gigliati con un colpo di testa di Cartei. L’Internazionale attacca ora a testa bassa ma i minuti passano ed il portiere toscano Guardigli si dimostra insuperabile; si pregusta già l’incredibile ed insperata vittoria sui campioni d’Italia, quando, a pochi minuti dalla fine, un po’ per inesperienza ed inferiorità tecnica, un po’ per la benevolenza dell’arbitro Spagnoli di Livorno, i lombardi segnano la bellezza di 3 gol fissando il risultato finale sul 4-2 a proprio vantaggio. Il Firenze F.B.C. si scioglierà nel 1915 con l’ingresso dell’Italia in guerra contro l’Austria; molti suoi atleti moriranno nel I conflitto mondiale e quel che resterà di questa società confluirà nel 1919, a guerra finita, nel Club Sportivo Firenze, genitore dell’odierna ACF Fiorentina. Per tutto questo, vale la pena ricordare quell’antico undici fiorentino: Guardigli, Malfatti, Stolfi, Coppedè, Magnin, Wyss, Reschigna, Zingler, Danesi (cap.), Livio, Cartei.
 

 

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